Eine traurige Welt für Scheiße Leute

by Humpty Dumpty

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about

Pura idiosincrasia pop, un po’ dark un po’ cynic

credits

released November 16, 2006

Musiche e testi di Humpty Dumpty
tranne
“Tutto questo”, “L’abisso dell’abisso (III)” (testi di Vladimir Holan)
“Colite spastica”, “Giro di vite”, “Salve” (testi di HD e Renato Q.)

Suonato, registrato e mixato da Humpty Dumpty

Pubblicato nel 2006

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about

Humpty Dumpty Messina, Italy

Fieramente arroccato su posizioni di intransigente autoproduzione e autodistribuzione, solenne spregiatore del compromesso assurto a modus operandi, ha all’attivo 16 dischi. Dal 2005 produce anche canzoni in italiano.

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Track Name: Colite spastica
Certi giorni di umore nero
Guardo in giro e vedo più chiaro
Tra gli scheletri dei palazzi
Ho attorno solo pupazzi
E te
Che parli d’America
Ma com’è
Che parli d’America?

È un mondo triste per gente di merda
Non sfiorarmi la testa

Altri giorni sono più calmo
Rifletto meglio e comprendo
Che non è certo solo uno Stato
A fare il mondo com’è
E allora cos’è
Se non è l’America?
Ma perché
Mi parli d’America?

È un mondo triste per gente distratta
Non tirarmi la giacca, non sfregarmi la patta

Sei già troppo intelligente
Sai già tutto, non vuoi più niente
Chi vuole tutto non ne sa niente
Come se
Non ci fosse
Un altro giorno
Senza Dio
Di torno

IMF, No logo, Fences
U.S.A., the Empire of Senses
Georgie W. Bush Oshima
Si surriscalda il clima
E Kyoto dov’è?
Sta forse in America?
Ma dov’è?
Sarai mica te?

Un mondo triste per gente perdente
Non hai niente da propormi, geopoliticamente?

Sei davvero negligente
Quando parli della gente
Tu non ti includi mai
Come fanno tutti quanti
Gli abitanti
Di questo
Mondo triste per gente di merda
Come noi
Come me
E te
E lei
E lui

Metti su
La dolce vita
Non è finita
La mia colite spastica
Track Name: Tutto questo
Talvolta sentiamo questo: che tra le finestre
Non può starci mobilia
Che non si può proclamare in anticipo
L’eternità in piazza
Che l’immemorabilità ancora non ci sbrana

Tutto questo come un sollievo e come se
La pazzia potesse essere una violenza
A cui acconsentimmo…

(Vladimir Holan, To všechno)
Track Name: La mia love story
La mia love story
Con vuoto a perdere
Si consuma insistentemente

Dici davvero
Tu ed io insieme
Ancora un mese di affitto
Ed un altro che
Ti aspetta giù

Come fai tu
Con lui
Come fa lei
Con me

La mia love story
In giacca ed in gilet
L’orologio fermo
Sesso affabile

Chi mai suona?
Cosa porterà?
Una torta con candeline in più
L’hai ordinata tu

Come va con me?
Come va con lui?

Criminalità sentimentale
(Ti lascio meglio se rimani
Ancora un po’ in mio possesso)
Estraneità consensuale
(Sollecita il mio liquido lacrimale
Adesso)

Ok, sì, però
Cristo no
Cristo non è previsto
Molto meglio andare a fare in culo
Come senza futuro
Dopo il lungo infortunio
E tu elemosini
Attimi, orgasmi

Io rimango qui ad aspettarti
Mentre ti decidi
A scender dalle stelle
M’invecchia un po’ la pelle
T’invecchia un po’ la pelle
Track Name: Una sera
Cosa ci manca per vivere?
Già lo abbiamo in sovrappiù

È il suono di un’altra bugia
Che favorisce la verità
Dentro la sicurezza
Di una stanza colma di gas

Un altro sole è andato via
Ora la luna invecchia già

Il conto è saldato
Il conto è aumentato
Senza te.

Ma cosa abbiamo mangiato io e te?
Carne?
O pesce?
O niente?
- Che poi non è possibile
Con me -

Era una sera di istanti distanti
Di voci ormai spente
Ed anche la mia

Era una sera di cose importanti
Di specchi infranti
Com’essere già via

E a te
Ciò non dispiace per niente
Purché moto apparente
E accoccolata ad ascoltare il mare
Sciogli le trecce
Mi prendi la mano

E non ti accorgi
Neanche un po’
Che casa nostra
È una tomba etrusca
Vengono le amiche
Fai venire gli amici
E tu, mano alle foto,
Parli di noi
Track Name: Amigdala
Vanità di vanità
Vanteria d’un postmoderno gelido
Film d’essai su noi

Un bacio sulla bocca vuota
Il sorriso nel caveau
I bambini mangian Soylent Green

Vergine
Un anno ancora
Di aria nera in due

Sette giorni in riva al niente
Tn una stanza di motel
Il controllo dell’amigdala

Vergine
Un anno ancora
Per la ricompensa

E non tarderà
Al massimo una vita
Cosa vuoi che sia
Una volta sola?

E non è come non essere
(Mai stato)
(Mai stati)
Track Name: Termopili
Forse un’altra vita, un altro stile
Forse la vuotezza universale
Le cavità delle montagne
L’aria da ribelle

Forse il filo della biancheria
Forse il fiume che scorre via
Forse perché cadde Humpty Dumpty

Forse è colpa della luna rosa
O della nuova alba che svanisce
Con due fili di Arianna
E il tuo cuore di panna

Come una morte breve nelle stanze d’albergo siberiane

Forse un’alta dose di bromuro
Forse solo i topi dietro il muro
Forse è questa sola vita per due

Forse vorrei solo andare via
Forse vorrei stare ancor più stretto
O forse le parole sono foglie al vento

Nel vuoto
mi sveglio
Ti voglio
Non sento
Mi sbaglio
Non canto
Non tento
(Onore a quanti
Nella loro vita
Si battono per
Le Termopili)
Nel vuoto
Mi spando
Mi fermo
Riprendo
Mi spengo
Dentro
Ed entro
Nel vuoto
Mi sveglio
Ti voglio
Ti sveglio
E vengo
Mi spengo
Dentro
Ed esco
Divento
Vento

Silenzio
Track Name: Giro di vite
Le luci distanti
Di macchine lente
Finestra di notte
Un ciclo di niente

Colonne di pioggia
Reggono il peso
Di un cielo di piombo
Mi sento un po’ teso

Il Samurai…

Fruscio dalle casse
La voce filtrata
Trattieni il respiro
Forever together

È solo la polvere
A fine facciata
La vuoi risentire
Eternity in Paris?

Newton
Dice che
Cadi
Come corpo morto
Cade

È vero che tu non m’hai amato mai?
È vero che non potrai amarmi ormai?
È vero che tu non m’hai amato mai?
È vero che non potrai amarmi adesso?

Non è impensabile che quando ti ho amata
Tu non te ne sia accorta
Non è improbabile che quando ti ho colpita
Tu fossi già morta
Non è impensabile che quando sono uscito
Tu non te ne sia accorta
Non è improbabile che quando ho colpito
Io fossi già morto

Potrebbe essere che tutto il nostro amore sia invano?

Se è vero che ogni uomo uccide ciò che ama
È forse anche vero che egli lascia in vita
Ciò che non ama più
Track Name: Yin
Chi
Giovedì
Hai avviato
A un reato
E forzato
All’abuso di te?

Io
Stavo qui
Mantenuto costante da un flusso incombente di yin

Un brivido inerziale mi violò
Poi la tua scure si abattè
Su di noi
Su di me

A chi
Venerdì
Hai placato un innato
Smodato appetito
Di te?

Io
Stavo qui
Come pozza stagnante di pioggia scrosciante
Perché
Attendevo che scoprissi il buco della serratura

E ora l’aria lascia vetri
Sotto i piedi
È nebbia diventata fitta
Adesso
Io non chiedo più il permesso
Anche per andare al cesso

Cara Lady
Non mi dire ciò in cui credi
Vedi
Non voglio più accesso
A tutto ciò che avevi promesso

Che vuoi da me
Adesso che
Non è più lo stesso
Ma le spoglie
Son qui accanto a noi

Che vuoi da me
Adesso che
Tutto è permesso
Come avrebbe
Dovuto tempo fa
A metà
Track Name: L'abisso dell'abisso (III)
Niente di quello che non sia una figura intera
nell’atteggiarsi del sudario!… Eppure quel bussare,
con la fiaccola che arde, alla finestra dei bagni delle donne.
E cresce, quanto più era doloroso,
quello che per sempre fu perso.

Anche la lascivia dei morti vuole ancora
dall’inferno passare nell’inferno…

(Vladimir Holan, Propast propasti III)
Track Name: Salve
Salve, mi chiamo Humpty Dumpty
Vivo inviso a quanti
Nella loro miserrima vita
Non giocano mai la partita

Bella bimba quanti anni hai?
Quanti me ne toglierai?
Con la bocca
O con il joystick?

Voglio restare ingannevole
Con una vita incantevole
Voglio star male
Far male
Restare la notte
Solo con te

Sapete, il mio nome è Humpty Dumpty
Non mi trovate fra quanti
Nella loro grama esistenza
Non chiedono mai per prudenza

Bella bimba quanti anni hai?
Quanti anni di galera
Per mezz’ora di oblio?
Con il lipstick…

Voglio restare ingannevole
Con una vita incolpevole
Voglio star male
Far male
Scopare di notte
Solo con te