Noia e Rivoluzione

by Humpty Dumpty

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1.
Marianna 04:50
Marianna, che cosa hai fatto di me? Un vecchio che sbava solo per te Quello che voglio lo sai Quello che voglio mi dai Oui tout à fait mon amour Je t’aimerai pour toujours Marianna, con quel cipiglio blasé In posa sul canapé Ma adesso portami via Da questa tua liturgia Non può finire così Marianna, fuori di qui E scendi giù con me Marianna e rendimi libero Fammi fare il possibile Per prendere l’impossibile La piazza è vuota senza di te Où est donc la liberté? Où est donc l’égalité? C’est quoi la fraternité? Nessuno ci crede più Se puoi spiegarglielo tu Vesti la tua coccarda Rossa di comunarda Sciogli i capelli neri Nel vento della sera C’est bien le vent dans tes draps C’est bien le temps du combat Et pour l’amour nous vivons Et pour la révolution E scendi giù con me Marianna rendimi libero Perché tutto è possibile Conquistami l’impossibile Vieni bimba, scendi giù con me Svestiti e scendi giù con me Vieni bimba, scendi giù con me
2.
Disastro 02:35
La situazione è un vero disastro Non puoi competere, non puoi farcela Se la società Non ti dà una mano che si fa? La situazione è un mezzo disastro ma Se muovi un dito forse qualcosa cambierà Mettiti le mani bene in tasca La situazione è un mezzo disastro ma Se muovi un dito ora qualcosa cambierà Mettiti le mani bene in tasca e vai Più giù Vai, vai, vai, vai Fino alla noia, baby La noia, baby O una nuova luminosa rivoluzione, vai Che qui è un mezzo disastro Non puoi resistere, non puoi farcela Con un quaquaraquà Che ti chiede sempre come va La situazione è un vero disastro ma Se ti concentri ora qualcosa cambierà Mettimi le mani bene in tasca La situazione è un vero disastro ma Se muovi un dito ora qualcosa cambierà Mettimi le mani bene in tasca e vai Più giù Vai, vai, vai, vai Fino alla noia, baby La noia, baby O la rivoluzione se mai si capirà Come si fa
3.
Sedizioso 02:39
Senza più bisogno di eroi Senza patria, senza nostalgia Niente più da perdere Apolide Calmo ed educato, col vestito nuovo Serio ed elegante, dolce e sedizioso Senza più bisogno di eroi Dissimulare e sorridere Pigramente decidere Impersonalità Cordialità, senza pietà, senza più pietà Fermamente decidere Timido e pacato, freddo e rigoroso Fuori sottomesso, dentro sedizioso
4.
Barbie 02:19
L’ho vista in piazza Idi Amin Dada È stato un colpo di fulmine Mi ha accarezzato e mi ha detto, dai Vieni con me da Intimissimi Poi l’ho rivista di sabato In largo Loggia della P2 Mi ha detto vieni da Accessorize Potrai toccare i miei riccioli Ah, che grande storia tra di noi Quanto, quanto amore tra di noi Ero il suo boy E lei la mia Barbie Un giorno in viale Milosevic Mi ha detto lasciamo perdere Volevo andare con te da Lush Ma ci torniamo più tardi, un po’ più tardi… Ah, che grande storia tra di noi Quanto, quanto amore tra di noi Mi ha detto sì In piazza Klaus Barbie L’ho baciata nella Rinascente Ed è vero, vero veramente Come se Fosse tutto scritto lì per sempre Con le foto in uniforme Su uno di Quei libri Di storia
5.
L’ora delle ghiande è in tavola Le cucurbitacee girano Poco resta di poco, così sia L’ora delle ghiande è in tavola E le graminacee stridono Un uccello di morte e malattia Gelido, livido, buio di petrolio Scuro di pece, nero spirito Vola sopra il fiero pasto, vola Stende ampie le ali e vola via Volteggia sul dolore e la follia Sottoterra, quando si aprirà L’ora delle ghiande è in tavola Poco resta di quel poco Zang tumb tumb Gog Magòg Ridere di un brivido terribile
6.
Snob 03:17
Potrei salvarvi tutti da voi stessi Ridarvi ossigeno E dirvi liberi E certo non potreste immaginarvi Un simile Messia Ipocondriaco e snob Mi basterebbe tempo Ma tempo non ne ho Ho ben altro Da fare e poi Lo troverete un Salvatore Se c’è Sento un’eco di parole vuote Rumore sullo sfondo Disturbo inutile Se solo aveste un poco di futuro Potrei lasciarvi un Discorso postumo A volte vorrei tanto Spendermi per voi Dirvi quelle Due sillabe Che forse capireste Se non fossi Ahivoi Un po’ snob
7.
Non farmi male Suffragetta universale Non posso farlo qui all’aperto La mia Costituzione È troppo fragi- Le mie storie Noiose come le vittorie Mi metto in posa da statista? Se dai un bacio qua Ti regalo un cincillà
8.
Dopo la sconfitta storica Non c’è sempre la rivincita Perché l’importante è vincere Ma partecipare è utile Vanno a messa la domenica Di precario hanno i domestici Slittano sui temi etici Sono sempre più affidabili Parlano più semplice Scelgono parole sempre comprensibili Parlano del mercato e poi anche della libertà Quella tu Comprala se puoi Vantano amicizie pubbliche Sfoggiano antenati nobili Gandhi e John Fitzgerald Kennedy Chiusi dentro il superattico Sfogliano gli alibi Di famiglia, sembrano insostituibili Parlano spesso del mercato e poi della dignità Quella tu Vendila se puoi Third International La terza età La terza età
9.
Il Duomo di Milano è gotico E la Scala un po’ più piccola Della nostra unione civica Della fede indistruttibile Le guglie risplendono nitide Brillano, sfidano il cielo e la gravità Noi che abbiamo smarrito la via Sotto i vetri della Galleria Il filo logico Uno stile architettonico È fondato su un principio Le guglie che premono Gli archi che spingono I contrafforti resistono Noi che abbiamo smarrito la via Sotto i vetri della Galleria Un filo logico Pietra sostienici Volta proteggici Stucco consolaci Guglia ricordaci che Può darsi Che il Duomo di Milano ci mostri il da farsi Può darsi Ci porti via lontano dove non c’è più Né trucco né viltà Denaro o vanità Può darsi Che il Duomo di Milano ci mostri il da farsi Può darsi Ci porti un giorno in volo verso un cielo blu Con poche nuvole Poche nuvole
10.
Ratzi 03:32
Ratzi, la vita è un supplizio Segnato dal vizio Che si concluderà Il giorno del giudizio Nel rivelarsi della parola Ratzi com’è umano Lei Sempre sul balcone là A pontificar Ratzi, ho visto quel tizio Su Striscia la Notizia Sembrava così Un po’ cardinalizio Stendeva le mani sopra un novizio Ratzi com’è umano Lei Sed errare humanum est Chi non può sbagliar? Questi paparazzi Quanto frugano, quanto frugano Tutto questo andazzo Per l’intimità di qualche nullità Ratzi, Ratzi Razza-zazza-zà La tolleranza e una piaga, una devianza Solo il dogma è la verità Ratzi, il segno del divino Sta impresso su un lino E sopra i souvenir Del Duomo di Torino Appare nei video sul torpedone Ratzi com’è umano Lei Quel segno delle stimmate Non si può scordar Stando qui in ginocchio Io mi salverò Grazie alla Sua Grazia Ratzi com’è umano Lei Ratzi, Ratzi Razza-zazza-zà Hey Kemosabe Ci ho creduto alle tue fiabe Ma ero molto piccolo
11.
Preriscaldare la griglia In famiglia per il barbecue Dopo restare tranquillo Senza assillo, alla tivù Riconquistare la Svizzera Con un guizzo di virilità Disinfestare Milano Centrale Da tutta quella marmaglia Scacciare i polacchi che lavano i vetri E che pisciano, se pisciano! Proprio qui Piantare un glicine Proprio qui Castigare quelle zoccole Nel weekend Un sogno, un divieto, un impegno concreto Per la società L’azienda, la tata, la scuola privata Legnate a volontà Abitare in villa Licenziar l’autista Dal commercialista Prendere le pillole Riconquistar la Svizzera
12.
Nicotine 02:20
Può essere per non Per non sentirsi giù E scendere in dettagli adesso è veramente stupido Non è una libertà Non è una vera dipendenza Solo l’evidenza Che non c’è poi molto di più Nicotine Breathe with me Be my fugitive, my agony Nicotine Take my life Tell me airy tales one more time Se ti perdo perderò Quasi tutto quel che conta Può essere per non Per non bruciarsi più E scendere in dettagli adesso è veramente stupido Non è necessità Non è nemmeno indipendenza È solo l’esistenza Un respiro poi niente di più Nicotine Burn with me Be my refuge, my refugee Nicotine Light my fire Just stop making sense one more time Se ti perdo perderò Quasi tutto quel che conta 1, 2, 3, 4… One two three Nicotine Stay with me Give me freedom from being free Nicotine Take my mind Give me everything one more time Se ti perdo perderò Quasi tutto quel che conta Di più
13.
È una vecchia messinscena Che sta in piedi a malapena Faccia di velluto Uno schermo disonesto Tutto stucco e cartapesta Ma tu ci hai creduto E sarà la stanchezza Di una domenica ad Ariccia Di una strana normalità Questa piazza abbacinante Non aiuta la lucidità È un barocco controllato Classicista e consumato Quel che è vero si vede Ma non c’è E proprio non ce n’è Che chi lavora a lungo con pazienza un giorno troverà Che chi aspetta con pazienza Il proprio turno un giorno troverà Un poco di Felicità L’illusione muore con te Non è possibile non credere che Il forte aiuta il debole Tranquillo e ragionevole Persuasione fragile E la consolazione che dà Gianlorenzo Bernini In questo trompe-l’-oeil Ehi ma scommettiamo che Ora parliamo di Pasolini? Ora spunta uno che Ci fa l’occhiolino qui fuori E dice: “Se vuoi andiamo a casa O sulla spiaggia se vuoi”

about

Noia e rivoluzione è nato, letteralmente, leggendo i giornali. È un disco pieno di riferimenti all’attualità, non sempre riconoscibili, spesso molto deformati. È il nostro personale omaggio alla canzone di protesta italiana degli anni settanta, un omaggio intriso di urgenza, di nichilismo e di ironia. A differenza di Q.b., che era un disco che partiva dal privato per discutere questioni quasi universali, Noia e rivoluzione parla prevalentemente di questioni pubbliche, o meglio parte dal pubblico per discutere questioni anche molto personali. C’è quella vecchia poesia di Bertolt Brecht in cui più o meno si dice che sono brutti tempi quelli in cui non si può parlare di un albero perché ci sono intorno troppe cose orribili su cui non bisogna tacere. Ecco, Noia e rivoluzione nasce dalla brutta impressione di vivere in un tempo del genere. E non parla di alberi.


"Scabroso e aspro. La scrittura scarnifica e con la musica tratteggia una sorta di pornografia sociale." (D.D.C.)

credits

released June 29, 2010

Humpty Dumpty: music
Renato Q.: lyrics

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about

Humpty Dumpty Messina, Italy

Fieramente arroccato su posizioni di intransigente autoproduzione e autodistribuzione, solenne spregiatore del compromesso assurto a modus operandi, ha all’attivo 20 dischi. Dal 2005 produce anche canzoni in italiano.

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