Noia e Rivoluzione

by Humpty Dumpty

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about

Noia e rivoluzione è nato, letteralmente, leggendo i giornali. È un disco pieno di riferimenti all’attualità, non sempre riconoscibili, spesso molto deformati. È il nostro personale omaggio alla canzone di protesta italiana degli anni settanta, un omaggio intriso di urgenza, di nichilismo e di ironia. A differenza di Q.b., che era un disco che partiva dal privato per discutere questioni quasi universali, Noia e rivoluzione parla prevalentemente di questioni pubbliche, o meglio parte dal pubblico per discutere questioni anche molto personali. C’è quella vecchia poesia di Bertolt Brecht in cui più o meno si dice che sono brutti tempi quelli in cui non si può parlare di un albero perché ci sono intorno troppe cose orribili su cui non bisogna tacere. Ecco, Noia e rivoluzione nasce dalla brutta impressione di vivere in un tempo del genere. E non parla di alberi.


"Scabroso e aspro. La scrittura scarnifica e con la musica tratteggia una sorta di pornografia sociale." (D.D.C.)

credits

released June 29, 2010

Humpty Dumpty: music
Renato Q.: lyrics

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about

Humpty Dumpty Messina, Italy

Fieramente arroccato su posizioni di intransigente autoproduzione e autodistribuzione, solenne spregiatore del compromesso assurto a modus operandi, ha all’attivo 16 dischi. Dal 2005 produce anche canzoni in italiano.

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Track Name: Marianna
Marianna, che cosa hai fatto di me?
Un vecchio che sbava solo per te

Quello che voglio lo sai
Quello che voglio mi dai
Oui tout à fait mon amour
Je t’aimerai pour toujours

Marianna, con quel cipiglio blasé
In posa sul canapé

Ma adesso portami via
Da questa tua liturgia
Non può finire così
Marianna, fuori di qui

E scendi giù con me
Marianna e rendimi libero
Fammi fare il possibile
Per prendere l’impossibile

La piazza è vuota senza di te
Où est donc la liberté?

Où est donc l’égalité?
C’est quoi la fraternité?
Nessuno ci crede più
Se puoi spiegarglielo tu

Vesti la tua coccarda
Rossa di comunarda
Sciogli i capelli neri
Nel vento della sera

C’est bien le vent dans tes draps
C’est bien le temps du combat
Et pour l’amour nous vivons
Et pour la révolution

E scendi giù con me
Marianna rendimi libero
Perché tutto è possibile
Conquistami l’impossibile

Vieni bimba, scendi giù con me
Svestiti e scendi giù con me
Vieni bimba, scendi giù con me
Track Name: Disastro
La situazione è un vero disastro
Non puoi competere, non puoi farcela
Se la società
Non ti dà una mano che si fa?

La situazione è un mezzo disastro ma
Se muovi un dito forse qualcosa cambierà
Mettiti le mani bene in tasca
La situazione è un mezzo disastro ma
Se muovi un dito ora qualcosa cambierà
Mettiti le mani bene in tasca e vai
Più giù

Vai, vai, vai, vai
Fino alla noia, baby
La noia, baby
O una nuova luminosa rivoluzione, vai

Che qui è un mezzo disastro
Non puoi resistere, non puoi farcela
Con un quaquaraquà
Che ti chiede sempre come va

La situazione è un vero disastro ma
Se ti concentri ora qualcosa cambierà
Mettimi le mani bene in tasca
La situazione è un vero disastro ma
Se muovi un dito ora qualcosa cambierà
Mettimi le mani bene in tasca e vai
Più giù

Vai, vai, vai, vai
Fino alla noia, baby
La noia, baby
O la rivoluzione se mai si capirà
Come si fa
Track Name: Sedizioso
Senza più bisogno di eroi
Senza patria, senza nostalgia
Niente più da perdere
Apolide

Calmo ed educato, col vestito nuovo
Serio ed elegante, dolce e sedizioso

Senza più bisogno di eroi
Dissimulare e sorridere
Pigramente decidere

Impersonalità
Cordialità, senza pietà, senza più pietà
Fermamente decidere

Timido e pacato, freddo e rigoroso
Fuori sottomesso, dentro sedizioso
Track Name: Barbie
L’ho vista in piazza Idi Amin Dada
È stato un colpo di fulmine
Mi ha accarezzato e mi ha detto, dai
Vieni con me da Intimissimi

Poi l’ho rivista di sabato
In largo Loggia della P2
Mi ha detto vieni da Accessorize
Potrai toccare i miei riccioli

Ah, che grande storia tra di noi
Quanto, quanto amore tra di noi
Ero il suo boy
E lei la mia
Barbie

Un giorno in viale Milosevic
Mi ha detto lasciamo perdere
Volevo andare con te da Lush
Ma ci torniamo più tardi, un po’ più tardi…

Ah, che grande storia tra di noi
Quanto, quanto amore tra di noi
Mi ha detto sì
In piazza Klaus
Barbie

L’ho baciata nella Rinascente
Ed è vero, vero veramente
Come se
Fosse tutto scritto lì per sempre
Con le foto in uniforme
Su uno di
Quei libri
Di storia
Track Name: L'ora delle ghiande
L’ora delle ghiande è in tavola
Le cucurbitacee girano
Poco resta di poco, così sia

L’ora delle ghiande è in tavola
E le graminacee stridono
Un uccello di morte e malattia

Gelido, livido, buio di petrolio
Scuro di pece, nero spirito
Vola sopra il fiero pasto, vola
Stende ampie le ali e vola via
Volteggia sul dolore e la follia

Sottoterra, quando si aprirà

L’ora delle ghiande è in tavola
Poco resta di quel poco
Zang tumb tumb
Gog Magòg

Ridere di un brivido terribile
Track Name: Snob
Potrei salvarvi tutti da voi stessi
Ridarvi ossigeno
E dirvi liberi

E certo non potreste immaginarvi
Un simile Messia
Ipocondriaco e snob

Mi basterebbe tempo
Ma tempo non ne ho
Ho ben altro
Da fare e poi
Lo troverete un
Salvatore
Se c’è

Sento un’eco di parole vuote
Rumore sullo sfondo
Disturbo inutile

Se solo aveste un poco di futuro
Potrei lasciarvi un
Discorso postumo

A volte vorrei tanto
Spendermi per voi
Dirvi quelle
Due sillabe
Che forse capireste
Se non fossi
Ahivoi

Un po’ snob
Track Name: Suffragetta universale
Non farmi male
Suffragetta universale
Non posso farlo qui all’aperto
La mia Costituzione
È troppo fragi-

Le mie storie
Noiose come le vittorie
Mi metto in posa da statista?
Se dai un bacio qua
Ti regalo un cincillà
Track Name: La terza età
Dopo la sconfitta storica
Non c’è sempre la rivincita
Perché l’importante è vincere
Ma partecipare è utile

Vanno a messa la domenica
Di precario hanno i domestici
Slittano sui temi etici
Sono sempre più affidabili

Parlano più semplice
Scelgono parole sempre comprensibili
Parlano del mercato e poi anche della libertà
Quella tu
Comprala se puoi

Vantano amicizie pubbliche
Sfoggiano antenati nobili
Gandhi e John Fitzgerald Kennedy
Chiusi dentro il superattico

Sfogliano gli alibi
Di famiglia, sembrano insostituibili
Parlano spesso del mercato e poi della dignità
Quella tu
Vendila se puoi

Third International
La terza età
La terza età
Track Name: Il Duomo di Milano
Il Duomo di Milano è gotico
E la Scala un po’ più piccola
Della nostra unione civica
Della fede indistruttibile

Le guglie risplendono nitide
Brillano, sfidano il cielo e la gravità

Noi che abbiamo smarrito la via
Sotto i vetri della Galleria
Il filo logico

Uno stile architettonico
È fondato su un principio

Le guglie che premono
Gli archi che spingono
I contrafforti resistono

Noi che abbiamo smarrito la via
Sotto i vetri della Galleria
Un filo logico

Pietra sostienici
Volta proteggici
Stucco consolaci
Guglia ricordaci che

Può darsi
Che il Duomo di Milano ci mostri il da farsi
Può darsi
Ci porti via lontano dove non c’è più
Né trucco né viltà
Denaro o vanità
Può darsi
Che il Duomo di Milano ci mostri il da farsi
Può darsi
Ci porti un giorno in volo verso un cielo blu
Con poche nuvole
Poche nuvole
Track Name: Ratzi
Ratzi, la vita è un supplizio
Segnato dal vizio
Che si concluderà
Il giorno del giudizio
Nel rivelarsi della parola
Ratzi com’è umano Lei
Sempre sul balcone là
A pontificar

Ratzi, ho visto quel tizio
Su Striscia la Notizia
Sembrava così
Un po’ cardinalizio
Stendeva le mani sopra un novizio
Ratzi com’è umano Lei
Sed errare humanum est
Chi non può sbagliar?

Questi paparazzi
Quanto frugano, quanto frugano
Tutto questo andazzo
Per l’intimità di qualche nullità

Ratzi, Ratzi
Razza-zazza-zà

La tolleranza e una piaga, una devianza
Solo il dogma è la verità

Ratzi, il segno del divino
Sta impresso su un lino
E sopra i souvenir
Del Duomo di Torino
Appare nei video sul torpedone
Ratzi com’è umano Lei
Quel segno delle stimmate
Non si può scordar

Stando qui in ginocchio
Io mi salverò
Grazie alla Sua Grazia
Ratzi com’è umano Lei

Ratzi, Ratzi
Razza-zazza-zà

Hey Kemosabe
Ci ho creduto alle tue fiabe
Ma ero molto piccolo
Track Name: Riconquistare la Svizzera
Preriscaldare la griglia
In famiglia per il barbecue

Dopo restare tranquillo
Senza assillo, alla tivù

Riconquistare la Svizzera
Con un guizzo di virilità

Disinfestare Milano Centrale
Da tutta quella marmaglia

Scacciare i polacchi che lavano i vetri
E che pisciano, se pisciano!
Proprio qui

Piantare un glicine
Proprio qui

Castigare quelle zoccole
Nel weekend

Un sogno, un divieto, un impegno concreto
Per la società
L’azienda, la tata, la scuola privata
Legnate a volontà

Abitare in villa
Licenziar l’autista
Dal commercialista
Prendere le pillole

Riconquistar la Svizzera
Track Name: Nicotine
Può essere per non
Per non sentirsi giù
E scendere in dettagli adesso è veramente stupido
Non è una libertà
Non è una vera dipendenza
Solo l’evidenza
Che non c’è poi molto di più

Nicotine
Breathe with me
Be my fugitive, my agony
Nicotine
Take my life
Tell me airy tales one more time

Se ti perdo perderò
Quasi tutto quel che conta

Può essere per non
Per non bruciarsi più
E scendere in dettagli adesso è veramente stupido
Non è necessità
Non è nemmeno indipendenza
È solo l’esistenza
Un respiro poi niente di più

Nicotine
Burn with me
Be my refuge, my refugee
Nicotine
Light my fire
Just stop making sense one more time

Se ti perdo perderò
Quasi tutto quel che conta

1, 2, 3, 4…

One two three
Nicotine
Stay with me
Give me freedom from being free
Nicotine
Take my mind
Give me everything one more time

Se ti perdo perderò
Quasi tutto quel che conta
Di più
Track Name: Faccia di velluto
È una vecchia messinscena
Che sta in piedi a malapena
Faccia di velluto

Uno schermo disonesto
Tutto stucco e cartapesta
Ma tu ci hai creduto

E sarà la stanchezza
Di una domenica ad Ariccia
Di una strana normalità
Questa piazza abbacinante
Non aiuta la lucidità

È un barocco controllato
Classicista e consumato
Quel che è vero si vede
Ma non c’è

E proprio non ce n’è
Che chi lavora a lungo con pazienza un giorno troverà
Che chi aspetta con pazienza
Il proprio turno un giorno troverà
Un poco di
Felicità

L’illusione muore con te
Non è possibile non credere che
Il forte aiuta il debole
Tranquillo e ragionevole

Persuasione fragile
E la consolazione che dà
Gianlorenzo Bernini
In questo trompe-l’-oeil

Ehi ma scommettiamo che
Ora parliamo di Pasolini?
Ora spunta uno che
Ci fa l’occhiolino qui fuori
E dice:
“Se vuoi andiamo a casa
O sulla spiaggia se vuoi”